Un pò di storia

La “Bagatelle” e’ un gioco che nell’arco di duecentocinquanta anni, ovvero dalla fine del 1600 alla meta’ del 1900, ha affascinato e divertito, seppure in maniera diversa, adulti e bambini.

Le sue origini, nonostante che giochi simili risalgono all’antico Egitto, ci conducono  al 1661 quando il Duca Filippo , fratello minore del re Luigi XIV, nella sua residenza “il Castello di Bagatelle”, valutava i suoi stretti  collaboratori con una semplice partita di  bagatelle per capirne le doti di concentrazione, abilità’ e freddezza.

Il gioco era una tavola di legno inclinata sulla quale i giocatori tiravano delle bilie verso l'alto osservando la loro discesa, nella speranza che queste terminassero il loro tragitto in certe buche situate nella parte bassa identificate da punteggi differenziati a seconda della loro difficoltà nell'essere raggiunte. Mancava però l'emozione e presto si rese necessario che le bilie nella loro discesa fossero ostacolate da chiodini sparsi nella tavola, le bilie rimbalzavano in maniera imprevedibile creando suspense e tipi di suono diverso tanto che persino Beethoven nel 1802 ne venne ispirato nella composizione di "Bagatelle n°5", la cui sinfonia ricorda il suono della bilia che scendendo sbatte nei chiodini.   

La bagatelle divenne molto popolare nei circoli francesi alla moda e fu esportata in America in occasione della Guerra di Indipendenza alla fine del ‘700, in seguito all’alleanza fra la Francia e gli Stati ribelli americani.

Il gioco ebbe facile diffusione in tutta Europa come mezzo di intrattenimento in alberghi, taverne, stazioni di rifornimento per diligenze e circoli compreso il famoso circolo "Pickwick” descritto da Charles Dickens nel 1836 dove i personaggi si cimentavano in una partita a bagatelle nel retrobottega di una taverna.

In fase di candidatura alla presidenza degli Stati Uniti il repubblicano Abraham Lincoln e il suo antagonista democratico G.B. McClellan nel 1864 sono ritratti in maniera fumettistica in una stampa a firma J.L.Magee mentre si sfidano proprio in una partita di bagatelle.

Con il trascorrere degli anni, grazie alla semplicità e alla povertà del materiale di costruzione, la bagatelle arriva come giocattolo nelle mani dei bambini. Genitori e nonni di generazioni diverse si destreggiano per costruire oggetti unici e originali; lo sforzo è di regalare in occasioni particolari bagatelle colorate e divertenti, pezzi diversi l'uno dall'altro.
Siamo lontani solamente di circa 150 anni dal giocattolo merce, dal giocattolo spersonalizzato, massificato, ricco di luci, di tecnologia, d’istruzioni incomprensibili e soprattutto senza un'anima con la quale sognare e socializzare.
Trascrivo, perché efficace per il tema trattato, la piccolissima parte adattata da Eduardo de Filippo della commedia del 1894 composta dal padre Eduardo Scarpetta, ”Tre calzoni fortunati” ... In una Napoli di fine anni cinquanta Vincenzo Fiorilli (Eduardo) fabbricante di giocattoli in stato fallimentare, spiega a un giovane Luigino (Pietro de Vico) le ragioni del suo stato di povertà... ” io ciò le mani d'oro e se riesco a impiantare un'altra volta il laboratorio di giocattoli sono capace di costruire per la gioia dell'infanzia dei bambini giocattoli fatti a mano con la fantasia e il criterio del costruttore, non la valanga di giocattoli fatti in serie che manda la Germania e il Giappone, questi non valgono la quarta parte di un giocattolo costruito a mano da me, l'infanzia lo desidera un giocattolo singolare, un giocattolo fatto con la fantasia differente da tutti gli altri in modo che quando un bambino lo compra è sicuro che non possa esistere nei negozi uno uguale... “.