chi siamo

Settembre 1991: nessuno di noi due pensava che sarebbe cominciata una bella avventura e saremmo diventati collezionisti di qualcosa di speciale……di un gioco che non invecchia mai.

Mercato dell’antiquariato e modernariato di Arezzo, prima domenica di settembre…..girovagando fra i banchi abbiamo notato, fra una vecchia sedia in pelle rossa consumata da barbiere e una piccola sedia in stiancia, un oggetto colorato, simile ad un quadro ma con una forma strana. La struttura era in legno a forma di campana, lo sfondo rappresentava scene di vita e divertimento in stile giapponese e ….sembrava un” flipper in miniatura" il ragazzo ci disse che era un'antico gioco per bambini trovato in una soffitta e, osservando il mio pancione di 7 mesi pensammo che forse nostro figlio in futuro si sarebbe divertito molto a giocare.  " LO VOGLIAMO !!! "

Rimanemmo colpiti dalla sua estrema semplicità, era una tavoletta in legno con una litografia incollata sopra, sulla destra in basso una piccola molla  lanciava una pallina che si poteva fermare intorno a borchie rotonde affossate nel legno e ad ognuna delle quali corrispondeva un punteggio; nella parte bassa del flipper altri 4 spazi divisi da pezzetti in legno con numeri disegnati. In questo gioco sembrava che non si perdesse mai, anche se la pallina non si ferma nelle buche c’era un minimo punteggio garantito.

Appena tornati a casa ci venne voglia di provare a giocare con questa piccola opera d’arte e lo trovammo molto divertente. Sembrava l’antenato povero  dei “flipperoni” con cui giocavamo da ragazzi e che, quando si vinceva la pallina faceva..”cchioo”.

Le domande spontanee che ci facemmo entrambi furono: chi avrà’ giocato con questo oggetto così’ particolare e delicato ? chi lo avrà’costruito ?, ne esisteranno altri?

E’ cominciato così un viaggio che dura da venti anni e che non finisce mai di stupirci per la particolarita della sua storia e di come questi oggetti rappresentino una grossa parte dell’evoluzione del giocattolo e di spaccati di  società’ dal 1600 fino agli anni ‘50.

Bagatelle con due anime,quelle di giocattolo prezioso e amato, e quelle d'azzardo per adulti legate a scommesse di denaro e quindi proibite e distrutte.

Nel toccarle, nello spolverare, nel raddrizzare i chiodini abbiamo timore di alterarne la storia. Abbiamo la consapevolezza di un oggetto che proprio attraverso la ruggine, la polvere e le parti mancanti, trasmette, da un lato la gioia e la spensieratezza del bambino, dall'altro il senso del gioco d'azzardo e di sfida che è congenita nell'uomo. 

La storia delle bagatelle, le foto della collezione ormai arrivata a 120 pezzi, il dettaglio di tutti i risvolti che questo oggetto ha avuto nel corso dei secoli si possono trovare nella pubblicazione " bagatelle un gioco povero di costruzione ma ricco di fantasia, di immaginazione e......"  Il sito vuole proporre solamente un piccolo assaggio della sua evoluzione che poi è quella dell'uomo e del suo progredire per migliorare l'esistenza.

Un ringraziamento alla "Locanda delle fate". Una loro canzone del 1977 "Profumo di colla bianca" descrive perfettamente il meritato  valore di questi oggetti con la consapevolezza che resistendo nel tempo sono testimonianza dell'evoluzione nei secoli della società.